Un seminario di eccellenza per orientare al futuro: il ruolo del tecnico ambientale

tecnico ambientale

Si è tenuto in data 9 gennaio, presso l’auditorium dell’IIS Matteo Ricci di Macerata, il primo di una serie di cinque seminari dedicati all’orientamento degli studenti degli istituti tecnici chimici afferenti alla Rete Biotech. L’incontro ha registrato la partecipazione a distanza di numerosi istituti scolastici dell’intero territorio nazionale. La conferenza, rivolta in particolare agli studenti delle classi seconde, ha avuto l’obiettivo di chiarire e approfondire il ruolo del tecnico ambientale, figura professionale sempre più centrale nel contesto attuale.

Gli studenti si trovano infatti in una fase cruciale del loro percorso formativo, chiamati a scegliere se proseguire gli studi afferendo ad un triennio di indirizzo ambientale o sanitario. In questo quadro, il seminario ha rappresentato un momento di orientamento consapevole e di grande valore formativo.

L’IIS Matteo Ricci, scuola capofila della Rete Biotech, coordina una rete di istituti tecnici chimici distribuiti su tutto il territorio nazionale, nata con l’obiettivo di favorire la condivisione di buone pratiche, la progettazione di percorsi comuni e la realizzazione di iniziative di orientamento e formazione in ambito biotecnologico, ambientale e sanitario. La Rete Biotech, coordinata dalla prof.ssa Annalisa Candelori, referente di rete, insieme a un attento e qualificato staff di docenti e alla Dirigente Scolastica Rita Emiliozzi, lavora con continuità e competenza per promuovere attività rivolte agli studenti e ai docenti, rafforzando il dialogo tra scuole, territorio e mondo delle professioni. 

L’incontro ha centrato a pieno l’obiettivo di presentare agli studenti la complessa e articolata figura del tecnico ambientale; all’iniziativa hanno partecipato anche gli alunni delle classi quinte, nell’ambito delle attività di orientamento in uscita. La dottoressa Gatti ha strutturato il proprio intervento con grande efficacia, utilizzando un linguaggio chiaro ed accessibile, senza mai rinunciare al rigore scientifico e alla professionalità.

Seguendo una scaletta ben articolata, la relatrice ha introdotto la nascita del tecnico ambientale come risposta all’esigenza di controllare e mitigare le conseguenze delle attività antropiche sull’ambiente. Ha parlato di inquinanti conosciuti ed emergenti, introducendo il concetto fondamentale di matrice ambientale, e ha posto grande enfasi sull’importanza del monitoraggio, anticipando alcuni dei temi che saranno approfonditi nei prossimi incontri, in particolare i parametri oggetto di controllo.

Ampio spazio è stato dedicato alle competenze del tecnico ambientale, che devono essere solide non solo dal punto di vista scientifico ma anche legislativo.

Con grande chiarezza, la dottoressa Gatti ha saputo introdurre un tema complesso e spesso percepito come ostico, quale quello normativo, rendendone comprensibile l’importanza e sottolineandone la sua continua evoluzione. Un aspetto frequentemente trascurato nei libri di testo, ma che emerge invece come centrale e imprescindibile nella pratica professionale del tecnico ambientale.

L’attenzione si è poi spostata sulle attività concrete del tecnico ambientale, attraverso la descrizione della “giornata tipo”, rendendo il lavoro reale e tangibile. Particolarmente significativo è stato il video sulle strategie di recupero nelle concerie, che ha mostrato come il tecnico ambientale possa essere coinvolto in progetti innovativi di grande importanza civile e ambientale.

Non sono mancati riferimenti ai disastri ambientali, analizzati come occasioni da cui trarre insegnamenti fondamentali per il futuro. 

Il lavoro è stato inoltre fortemente attualizzato, sottolineando come il Green Deal europeo e la transizione ecologica abbiano aperto nuove prospettive, sostenute da importanti finanziamenti e da una crescente richiesta di professionalità qualificate.

La dottoressa Gatti ha descritto il tecnico ambientale come una figura al passo con i tempi, che utilizza e valorizza le tecnologie più avanzate: dall’impiego dei droni ai sensori, fino alla rielaborazione dei dati tramite intelligenza artificiale. Un lavoro che richiede molteplici skills e una continua capacità di aggiornamento, anche grazie a una crescente sensibilità dell’opinione pubblica verso le tematiche ambientali.

Infine, è stato illustrato il percorso formativo: un diploma che consente l’ingresso diretto nel mondo del lavoro – nei laboratori di analisi, nelle aziende, negli enti pubblici – ma che apre anche alla possibilità di proseguire gli studi in percorsi universitari e abilitativi, fino alla conduzione di analisi chimiche complesse e alla progettazione di metodiche analitiche specifiche.

È stato un incontro di grande spessore, che ha saputo informare, motivare e orientare, ponendo basi solide per le scelte future degli studenti e confermando il valore della collaborazione all’interno della Rete Biotech.