“La felicità e basta” secondo Aristotele
Gli studenti delle classi terze LSU e LES del nostro Istitituo sono stati accolti in auditorium dalle note di “La felicità e basta”, introduzione suggestiva alla lezione laboratoriale dedicata al tema della felicità, dal titolo “Chiedimi se sono felice. Lezioni di vita buona dai filosofi antichi”.
L'iniziativa è stata organizzata dal Dipartimento di Filosofia, che ha promosso questo importante momento di riflessione e approfondimento. La lezione, tenuta dalla professoressa Arianna Fermani, docente di filosofia antica presso l’Università di Macerata, in collaborazione con le dottoresse Deborah Mazzieri e Federica Menotti, si è svolta in dialogo con la professoressa Laura Carducci.
Dopo una breve introduzione teorica, gli studenti hanno lavorato a gruppi sui testi di Aristotele, interrogandosi sul significato della felicità e sulle sue molteplici implicazioni. Le domande affrontate durante l’incontro hanno aperto un confronto ricco e coinvolgente: che cos’è davvero la felicità? È qualcosa che accade per caso oppure si può costruire? Coincide con una condizione di leggerezza e divertimento o richiede anche profondità, impegno e responsabilità? E ancora: quanto conta il rapporto con noi stessi per essere felici? Le emozioni negative devono essere cancellate o integrate? La felicità è soltanto una questione individuale, o possiede anche una valenza politica?
Attraverso il pensiero aristotelico, gli studenti hanno scoperto che la felicità rappresenta il fine ultimo (télos) dell’esistenza umana, ma non un traguardo definitivo. Aristotele la descrive infatti come un percorso che unisce virtù (areté), esercizio costante (áskesis) e realizzazione personale (enérgheia). La felicità non è qualcosa di immediato o superficiale, ma un’opera che ciascuno costruisce giorno dopo giorno, attraverso scelte consapevoli, fatica e crescita interiore.
In questa prospettiva, essere felici significa imparare a dare forma alla propria vita, accettandone anche le imperfezioni e le difficoltà e trasformando ogni crisi in un’opportunità di crescita. La felicità, secondo Aristotele, non coincide con l’assenza di problemi, ma con la capacità di vivere pienamente, diventando ogni giorno più autenticamente sé stessi.
La Dirigente Scolastica, Rita Emiliozzi, ha espresso profonda gratitudine ai relatori, ai docenti organizzatori e agli studenti per la partecipazione attiva e l'entusiasmo dimostrato verso un tema così centrale per la formazione umana e civile.
