Gli studenti del “Matteo Ricci” alla scoperta del Maceratese: quando il turismo si impara sul campo
Si conclude con una giornata proficua il progetto "Conosco e promuovo il mio territorio". Il 7 maggio 2026 gli alunni dell'Indirizzo Turismo dell'Istituto superiore di Macerata hanno visitato Loro Piceno e le abbazie romaniche guidati da ciceroni d’eccezione.
Conoscere il patrimonio storico, artistico e culturale della propria regione non solo attraverso i libri di scuola, ma vivendolo e raccontandolo in prima persona. È questo lo spirito che ha animato, anche quest’anno, le classi dell’Indirizzo Turismo dell’Istituto d'Istruzione Superiore "Matteo Ricci" di Macerata, coinvolte nel collaudato progetto “Conosco e promuovo il mio territorio”. Una giornata intensa ed emozionante trascorsa “sul campo” alla scoperta delle bellezze della provincia.
Il modello Loro Piceno: tra storia e sostenibilità
La prima tappa del viaggio è stata a Loro Piceno, dove gli studenti, dopo aver ricevuto il saluto istituzionale del sindaco Robertino Paoloni, hanno vissuto un'esperienza di scambio generazionale unica. A fare da "ciceroni" d'eccezione sono stati infatti gli alunni della locale Scuola Media che, supportati dai loro docenti, hanno guidato i ragazzi più grandi alla scoperta del borgo e dei musei.
Grande interesse ha suscitato la visita all'"Aula di terra", un innovativo laboratorio di scienze all'aperto, donato alle scuole da Raffaele Pozzi e Ilaria Santandrea. La coppia, arrivata dal Nord Italia, ha dato vita nel 2016 alla società agricola TerraProspera, scommettendo sulla coltivazione di grani antichi e sulla riapertura di un antico forno di comunità. Un esempio virtuoso di filiera corta e multifunzionale, capace di coniugare il rispetto per l'ambiente con la salute e le tradizioni locali.
Il percorso urbano è poi proseguito toccando i principali monumenti del paese: dal maestoso Castello di Brunforte, la fortezza seicentesca che domina l’abitato dall’alto (poi divenuta monastero delle Suore del Corpus Domini), al Museo delle due guerre mondiali, allestito proprio nei granai della struttura, fino a Palazzo Cecchi, centro culturale che attualmente ospita un concorso di idee per futuri allestimenti museali e spazi di aggregazione giovanile.
Tradizione a tavola e i tesori del Romanico
Il legame con l'identità locale ha trovato spazio anche a tavola, con una sosta gastronomica dedicata ai piatti tipici della tradizione maceratese presso l'agriturismo "La Selva", nei pressi dell'Abbadia di Fiastra.
Nel pomeriggio, i ruoli si sono invertiti: sono stati gli stessi studenti del "Matteo Ricci" a salire in cattedra – o meglio, a prendere la parola – per illustrare ai propri compagni tre autentici gioielli dell'architettura romanica situati lungo le antiche vie di pellegrinaggio: l'Abbadia di Chiaravalle di Fiastra, immersa nella sua splendida riserva naturale; l'Abbadia di San Claudio al Chienti, con le sue iconiche e solenni torri cilindriche; la Chiesa di Santa Maria a Piè di Chienti, straordinario esempio di architettura sacra medievale.
Il turismo che unisce le generazioni
Il progetto si conferma un tassello fondamentale nell'offerta formativa del "Matteo Ricci". Non si è trattato di una semplice gita scolastica, ma di un vero e proprio esercizio di cittadinanza attiva e marketing territoriale.
A sottolineare il valore dell'iniziativa è la dirigente scolastica, Rita Emiliozzi: "Questo progetto rappresenta la sintesi perfetta della nostra visione didattica: una scuola aperta, dinamica e profondamente interconnessa con il territorio. Vedere i nostri ragazzi applicare sul campo le competenze turistiche e comunicative acquisite in classe, confrontandosi prima con gli alunni delle medie e poi facendosi promotori in prima persona del nostro immenso patrimonio storico-artistico, ci riempie di orgoglio. È così che il turismo si trasforma da materia di studio in uno strumento vivo di crescita civile, occupazionale e culturale per le nuove generazioni".
Vedere giovani studenti delle medie accogliere e guidare i loro colleghi delle superiori, e questi ultimi farsi divulgatori d'arte per i propri compagni, dimostra come il turismo e la cultura possano diventare strumenti vivi di coesione, crescita e rispetto per le proprie radici.
